
Progetto musicale di Stefano Saletti e
Renato Giordano
Lidea di partenza per creare le musiche de "Le
Vespe" non è stata quella di recuperare "la Musica Perduta" dei greci
(utilizzando per esempio le scale di Alipio), ma di ricercare uno "Spirito
Sonoro" che fosse compatibile e limitrofo a quello antico.
Prima di tutto si sono scelte le culture musicali di
riferimento. Quella "greca moderna" anche se presumibilmente niente o poco ha a
che vedere con quella antica, ma certe seduzioni del sirtaki le abbiamo volute recuperare
così come luso massiccio del bouzuki, la tipica chitarra greca e delloud, ed
una attenzione alla seducente musica rom ellenica.
Poi abbiamo lavorato molto su suggestioni orientali, in
particolare le monodie sufi. Daltronde la musica persiana contiene certamente in sé
dei germi ancora incontaminati dellantico, e della musica "estasiante" che
ad Atene era giunta dalle colonie dellAsia Minore.
Si è fatta quindi una capatina nelle atmosfere trance dei
Dervisci turchi molto vicine alle atmosfere di molta musica world e chill out
odierna, e per quanto riguarda luso della voce, in particolare per il coro, ci siamo
rifatti ai "risucchi polifonici" del mistero delle Voci Bulgare.
Pochi i testi in italiano, quelli fondamentali, perché la
nostra lingua rimanda subito alla "canzone moderna", mentre molti testi sono
cantati in greco antico, che ci immerge in uno spazio sonoro senza tempo o collocazione.
Un logos, per dirla col grande musicologo del IV secolo Aristodemo, che dia il senso del
movimento, cioè della voce nello spazio sonoro.
Infine lelenco degli strumenti usati, in attesa di
recuperare in un prossimo futuro anche il barbiton e laulos: bouzuki, oud, tamburi
di varie parti del mondo, tamburelli, nacchere (krotala), flauti, duduk, percussioni
africane, violini, scacciapensieri (un po di Sicilia), il rabab e
lelettronica, per conservare e consegnare alla commedia quella anima musicale
mediterranea presente nel suo dna senza voler per forza giungere ad una mimesi
impossibile
Renato Giordano
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