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"Sette tracce per sintetizzare la nuova estetica del duo romano da anni punto di riferimento della scena sperimentale italiana. I Solar Lodge hanno mantenuto inalterato l’impianto strutturale della loro proposta, basata sulla musica etnica e industriale e sull’accostamento di elettronica e ambient, aggiungendovi nuovi elementi che in qualche modo stravolgono gli obiettivi del passato. L’apertura alle strutture melodiche, l’utilizzo del violoncello e di voci umane sono le novità più evidenti di un processo compositivo costantemente proiettato verso nuove possibilità espressive, che sfuggono a qualsiasi possibilità di catalogazione."

Andrea Silenzi - "Musica" di Repubblica

"Dieci anni esatti sono trascorsi dall’epocale "Eternity into Stillness", Solar Lodge perseverano nella loro sperimentazione intelligente ed in continuo movimento. Acquisita sin dal precedente "Spells of challenge" un’attenzione alla componente ritmica di rilevanza non secondaria nell’economia del proprio suono, la formazione romana inserisce con saggia misura nuovi elementi, dalla voce di Katia Sanna al violoncello di Gianni Pieri, che ne ampliano la gamma cromatica ed emozionale. In questo cd dimostrano di saper fendere l’oscurità che ne ha segnato sin qui il cammino con pezzi di una limpida e coinvolgente affabilità…"

Luca Galli - "Blow up"

"...Ancora manipolazioni alchemiche, per odissee nello spazio. La sintassi magnetica dei Solar Lodge è scavo interiore, ricerca di paesaggi nascosti, come espresso nel recente Wax and Wane, il loro quarto disco. I battiti cerebrali dei Solar Lodge avvicinano le trame dei due musicisti a un esoterismo ambientale, ai lavori di David Sylvian con l'ex Can Holger Czukay, mentre nei gementi fraseggi chitarristici di Angarano risuonano i frippertronics di Mr Robert Fripp.
Distanze siderali, mondi sommersi: questo decrive l'universo ventoso dei Solar Lodge".

Gianluca Veltri - "Musica" di Repubblica

"…Nel 2002 i Solar Lodge tornano sulle scene con wax and wane, un cd dove le manipolazioni campionate e le melodie di musica elettronica sono arricchite da vocalizzi esoterici e dagli archi. Il progetto è aperto al contributo di Katia Sanna, alle tabla di Marco Calabrò, ai campionamenti di Roberto Laricca e al violoncello di Gianni Pieri, membro della pop-rock band A Sud di Nogales. Le sette track di Wax and Wane evidenziano il lato più emozionale e notturno dei Solar Lodge, che ripropongono il loro marchio di fabbrica, assemblando etnomusica e industrial, sperimentazione elettronica, ambient, rock e improvvisazione nel pieno rispetto della loro identità artistica."

Sergio D’Alessio - "New Age and New Sounds"

"Il titolo del nuovo album dei Solar Lodge, wax and wane (letteralmente "crescere e calare") è un'espressione che intendere rispecchiare la recente parabola musicale del duo romano che dalla originaria sintassi sonora dai contorni minimali profondamente evocativi - complice un uso ipnotico dell'elettronica - passa a un nuovo approccio di forme compositive dove suoni etnici e strutture melodiche più pronunciate aprono ai nuovi orizzonti sonori. La chitarra di Enrico Angarano si ispessisce purnelle sue connotazioni ambient, mentre l'uso di un violoncello ("Chemical Chains") e di voci umane ("Wax and Wane") portano il progetto dei Solar Lodge verso inedite contaminazioni con l'elettronica."

"Chitarre"

"Il nuovo full-lenght CD dei romani Solar Lodge estende il concetto di ricerca sull’essenza dei suoni in un elaborato di pozioni elettroniche (e non) che diluiscono ritmi e armonie come messaggi cifrati di un linguaggio mentale pronto a suscitare visioni di mondi sperduti in una lunga notte siderale. L’espressione "Wax and wane" (crescere e salire) definisce nello specifico il moto ascendente e discendente della luna, una fonte d’ispirazione che trova terreno di conquista fertile nell’immaginario musicale della formazione come dimostrato nelle sette lunghe suites del disco, oggi esploratori di nuovi orizzonti sonori calati nel grande diorama della musica cosmica, dove insieme ai synths e alle percussioni etnico-rituali (in un brano c’è pure il violoncello) sono i voli elettrici della chitarra trattata a catturare nel cerchio ipnotico della vibrazione sonora che evoca e riconcilia con l’universo. Il talento dei Solar Lodge si riconferma una volta di più tra le pieghe di questo lavoro dalle proprietà mantriche altamente invasive che destano percezioni ed emozioni prossime all’esperienza magica del viaggio.

Aldo Chimenti - "Rockerilla"

No lie, I’m not really into techno or electronica music. And don’t jump down my throat to say that I haven’t given it a chance. As a New York cultural denizen, I’ve encountered it all: Trance, Jungle, Drum ‘n Bass, Gabber, Goa, Acid House, Trip Hop, you name it. There was even a moment when I was able to differentiate between the two. Rare is the time that I can really, really get into the new age, Frippertronics-style, Echoes on NPR stuff, either. The fault lies with me, I’m sure.
Perhaps because I’ve felt the need to tether myself to at least one band in this movement, I’ve always said, "I dig The Orb." It may just be that The Orb was forced on me in college, and I just grew to accept them as the standard, but when I hear electronica, I inevitably measure it against them.
Solar Lodge’s "Spells of Challenge" just kinda wandered into my life recently. I get a lot of CDs in this genre, and I always give them a chance. But whether they’re from unknown bands or big acts like Fat Boy Slim or Moby. I find myself nonplussed. Solid Eye impressed me most of all because of the use of silence. Not silence in a listen-to-your-crystal-in-your-rock-garden way, but a willingness to let the ebb and flow of the strange noises make their way with a disregard to beat. But this isn’t total chill music (God, what a bore). Like bands such as Space Needle and Godspeed You Black Emperor! do intend to rock, Solar Lodge intend to get you dancing. Eventually.
Solar Lodge are Italian, so the music ipso facto reminds me of the creepiest of PFM or even Pink Floyd. I think Pink Floyd, because Pink Floyd was wildly popular in Italy from the early days.. The music on this disc is the space between the rock dirges of "Meddle" or "Atom Heart Mother." This is the sound of decomposing rock experimentation, collapsing guitars and synthesizer effects. But with a little bit of a beat.
I always compare this music to The Orb, like I said, but this music is not like The Orb in strict terms. The Orb is a denser sound, filled with wonder. This has a darkness, a despair, but what I find similar, on tracks like "Images Fall Silently" and "Bactra," is a nimbleness of sounds. Trucks backing up? Crossed telephone wires? A game show for aliens? As artist chooses it’s palette, and converging sound is used here like paint. That grooves. A little.
This is not one for the ages, but this is unique, intelligent music. Unquestionably a cut above the rest of the genre.

Jordan Hoffman - "LeisureSuit.net"

Anche se mancavano all'appello da almeno cinque anni non ci eravamo dimenticati dei Solar Lodge. Attendevamo anzi con ansia il segno di un loro ritorno discografico, fino a quando questo non ci è giunto col nuovo album "Spells of challenge", un'altra prova di grande sensibilità artistica e di ottima preparazione in fatto di manipolazione elettronica e di padronanza attiva sulle macchine, come dei veri maghi iniziati ai misteri dell'alchimia sonora che creano incantesimi acustici e visioni mentali formidabili. Ma è necessario possedere un minimo di spirito avventuroso per star dietro alle fantasie oniriche della formazione romana, il cui uso intelligente della tecnologia non consente facili effettismi da vendere al miglior offerente, ma invita invece ad affrontare situazioni d'ascolto fortemente visionarie ed evocative, in un paesaggio musicale che abolisce ogni vincolo spazio-temporale e reca sensazioni di abissale solitudine, sebben gli strumenti di Enrico Angarano e Fulvio Biondo (per l'occasione affiancati in studio da Marco Calabrò e Roberto Fega) viaggino sempre a pieno regime, pronti a scandire travolgenti tumulti percussivi e a dilatare armonie cosmiche d'ancestrale bellezza, coi keyboards e le slide-guitars che dialogano fra essi con un linguaggio che emana vibrazioni  arcane, ma che entra subito nel nostro immaginario interiore per imprimervi pensieri di libertà, letizia e amore, tutti sentimenti per un futuro migliore. Otto titoli (di cui una traccia CD rom curata dalla brava videoartista Ida Gerosa) per un'esperienza davvero intensa e magnetica.

Aldo Chimenti - "Rockerilla"


Lungamente desiderato il ritorno di Solar Lodge, la formazione romana che con due lavori ottimi, Eternity Into Stillness ed According To The Rites Of Beauty, s'è inserita con autorità e stima riconosciuta nel panorama post-industrial internazionale. Spells Of Challenge ci propone un progetto in costante evoluzione dove le radici sull'asse Eno-cosmica-Coil trovano ulteriori opportunità di sviluppo in una più marcata presenza ritmica a momenti pressante ed algida, altrove dedita a blandizie etno con più evidenti poteri di cattivazione. L'incipit superbo di Bactra, in una progressione dai ruoli rovesciati, a scendere anzichè a salire, con la chitarra a stilettare aliena, Evenfall, nel corso della quale t'attenderesti in più d'un frangente l'entrata di John Balance alla voce, Images Fall Silently, ambient buia, aspra e penetrante, Alchemical Human Heritage, in cui l'invasiva chitarra di Enrico Angarano è il dardo che trafigge e completa l'amore professato, sconfinato di Fulvio Biondo per Coil, il minaccioso epilogo C'est le silence qui celebre, gli episodi che conquistano nel più ampio contesto di un lavoro di indiscusso valore. Presente nel compact anche una traccia per CD Rom, con la citata Images Fall Silently resa visibile da Ida Gerosa, autrice anche delle immagini contenute nel libretto, prestigiosa artista di Computer Art che da diversi anni collabora con il duo.

Paolo Bertoni - "Blow up"


"Spells of Challenge" è il terzo capitolo dei romani Solar Lodge, un ritorno inatteso che vede la luce cinque anni dopo lo splendido "According To The Rites Of Beauty". La novità principale è che il duo si è ora accasato presso la CNI, ma il cambio di label non incide sulla loro ispirazione che continua ad essere assolutamente atipica e personale. Quello che piace dei Solar Lodge è la coerenza e l'impegno con cui portano avanti il loro discorso elettronico che, a dispetto delle ultime mode, si mantiene di ricerca e di tenebrosa sensualità.
Nelle otto composizioni del CD si ascoltano strumentali affascinanti che accarezzano le orecchie di chi, nella musica, cerca anche una sorta di calma che non deve per questo coincidere necessariamente con la new age. Infatti il loro suono è un percorso onirico tra tappeti dilatati e fumose ritmiche, un approccio caldo e pulsante che si conferma unico nel genere. I Solar Lodge hanno poi ultimamente collaborato con la nota videoartista Ida Gerosa, presente nella traccia rom con un suo interessante lavoro di immagini: un motivo in più per avvicinarsi a questi artisti d'indiscutibile classe.

G.P. - "Mucchio Selvaggio"


Ci sono linguagi musicali che si autoalimentano attraverso il divenire stesso della propria esperienza. Se poi sono le macchine ad orientare, ad aprire porte, a traghettare verso "l'altro" per meglio scandagliare l'infinitamente piccolo, allora un risultato possibile potrebbe essere una musica fatta di suoni che compongano dei veri e propri ambiente cerebrali, dei percorsi interiori dai contorni minimali e profondamente evocativi. E' ciò che ritroviamo in un disco come Spells Of Challenge, realizzato e coprodotto insieme con la CNI dai Solar Lodge. Recensimmo già nel '96 sulle colonne di Chitarre un precedente lavoro del duo formato da Enrico Angarano, chitarre e programmazioni, e Fulvio Biondo, tastiere e programmazioni. Allora il loro percorso artistico evidenziava una contrapposizione tra musica elettronica aggressiva e meditativa al tempo stesso, ad evocare una dimensione metropolitana. Qui, oggi, siamo di fronte ad un superamento di tale contrapposizione: la musica si è fatta sensuale, ipnotica, oscura avvolgente, preferisce esplorare e rappresentare il mondo interiore. Per afre ciò dilata a dismisura i suoni, fonde ritmi ancestrali con ritmi tecnologici, scompone in un minimalismo esasperato le timbriche peculiari delle chitarre restituendo all'ascoltatore, in un fluire di affascinanti ed inedite sonorità, il senso della "waste land" contemporanea.
Da segnalare che le musiche di questo ammaliante percorso sonoro si avvalgono nelle performance dal vivo della collaborazione della videoartista Ida Gerosa, della cui opera si può trovare un interessante esempio nella traccia rom che chiude il lavoro.

Gabriele Longo - "Chitarre"


                 

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Wax and Wane

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Spells of Challenge